sabato 25 aprile 2015

giorno 13 CUXAC D'AUDE

Oggi si progetta il futuro immediato. Ho programmato di prendere un treno che mi porta da Narbonne a Bayonne e poi bus fino a St Jean Pied de Porte.
Partenza domenica 26, domani, dopo pranzo, per essere a destinazione la sera alle 22,30.
Prenotato un posto all'albergue Ultreya.



Con Lionel siamo andati a Narbonne in stazione a fare il biglietto e chiedere informazioni per caricare il rimorchio sul treno...non dovrebbero esserci problemi.
Spesa e, per sdebitarmi in parte col mio team di sostegno francese, oggi giornata italiana. Carbonara a pranzo e un bel risotto funghi e zafferano alla sera...tanto sono magro come un chiodo.
Scherzi a parte sono stati essenziali per poter continuare il viaggio, senza di loro non sarei riuscito a rimettermi in carreggiata.



Dopo una lauta carbonara e un bel po di chiacchiere con Lionel siamo andati a casa di Jannot. Mi ha mostrato orgoglioso casa sua, che non avevo mai visto, e il suo parco motociclette. Enduro 2 e 4 tempi e motard. Poi, dopo aver mangiato buona parte della torta fatta da Brigitte, siamo andati sulla chiatta Tormente intorno alla quale hanno organizzato un gruppo culturale e viene utilizzata per fare spettacoli, oltre ai normali trasporti di merci lungo il canale du Midí.  Ci sono artisti di vario genere che in comune hanno stravaganza e originalità. Conosco il comandante e proprietario della chiatta e insieme ci facciamo un bicchiere di vino rosso oltre ad una foto con Brigitte e Jannot.




Ci sono dei veri personaggi, un tale con dei baffi da slmeno 30 cm, un altro un po' pelato con delle basette irsute e dal pelo rosso e lunghissimo, dei favoriti da diciottesimo secolo, e degli occhialetti alla John Lennon. Questa sera ci sarà una serie di rappresentazioni che verranno filmate per farne video di presentazione di ogni gruppo. Purtroppo si fa tardi e dobbiamo andarcene prima dell'inizio. A casa mi produco in un risotto ai funghi che a me è piaciuto e, a quanto dicono, anche agli altri. Anche oggi si è fatto tardi e andiamo a letto belli carichi.

venerdì 24 aprile 2015

giorno12 CUXAC D'AUDE

Questa mattina ho dormito più del solito ma un po' la stanchezza e un po' la cena fino all'una mi hanno ammazzato. Faccio colazione chiacchierando con Claudine e ancora una volta sono contento di avere una lingua extra,  mi permette di scambiare idee ed avere informazioni che non sono filtrate dai media.
Passo al tagliando piede/stinco con argilla verde, ormai le provo tutte!
Sono sempre più convinto che l'aspetto sportivo del mio pellegrinaggio é finito e posso ritenermi soddisfatto di aver corso sin ora una maratona e una "mezza" al giorno col mio bel Carrete da 30 kg circa e se concluderó l'opera in maniera tradizionale sul cammino francese.

giovedì 23 aprile 2015

giorno 11 LOUPIAN/MEZE - NARBONNE - CUXAC D'AUDE

Nella notte mi sono svegliato alle 2 ed ho accettato di non poter continuare a correre subito. La caviglia è bella gonfia e di un colore leggermente tumescente ed anche il dorso del piede. Nonostante la schiuma di artrosilene e la fasciatura stento ad appoggiare il peso, ieri sera sono crollato prima di prendere l'antinfiammatorio.
Mi sparo un paio di aulin dopo aver mangiago qualcosa. Sveglia alle 7, 30 finalmente un orario umano, anche se foriero di futuro di ripieghi. Colazione esagerata con pane due pomodori formaggio di capra plum cake, latte e cacao. Il piede sembra stare un po' meglio, almeno ora riesco ad appoggiarlo.   Da ieri l'altro non faccio che pensare se riuscirò a continuare.
Questa mattina ho deciso che mi riposo per forza, prendo un bus per Beziers e mi avvicino a Cuxac d'Aude a casa di Lionel, intanto penso che fare.
Rinunciare totalmente è fuori discussione, nella più disperata delle ipotesi raggiungerò St Jean Pied de Porte in qualche modo e percorreró il cammino francese in maniera tradizionale.
Ho una dedica da portare a termine e due adozioni, quindi, per onestà intellettuale, anche se viene a mancare l'aspetto sportivo, come minimo, cercherò di tenere fede all'impegno ed all'aspetto spirituale.
...intanto bus per 40 km!
Foto di Loupian frazione di Meze dove ho dormito....e del mio strumento di lavoro in avaria.



Questa mattina subito malinteso con il conducente del bus, che nonostante gli chieda se va a Narbonne, cerca di riportarmi a Perpignan. Per fortuna stavo attento!
Devo cambiare bus strada facendo ma infine arrivo a Bezier.
Telefonata a Lionel ed ecco che appena può viene a prendermi e mi porta a casa sua. Grande gioia di rivedere lui Claudine  dopo parecchio tempo e questa sera ci sarà anche Jannot.   Sono vecchi compagni di faticose scorribande africane in moto, cose che ti rendono fratelli.
Jannot, la prima immagine vista dopo il volo che mi è costato una clavicola: "Paoló tu est mort?" le prime parole udite. E Lionel, incontato per caso un anno al ritorno di un viaggio in Tunisia col cognato/fratello Giorgio, che ci ha accolti nella sua cabina della nave con Claudine e la piccola Romana di qualche mese.
Mi hanno subito portato a tavola con loro e ci siamo raccontati le novità di questi ultimi tre anni. Poi loro sono andati al lavoro e io ho fatto un po' di tagliando a El Carrete ed infine una doccia con rifasciatura della gamba sifula. Lavatrice e sono quasi tornato un essere umano.



Dopo le operazioni domestiche viene l'ora di cena ed arrivano Brigitte, sempre bohémienne, e Jannot, finalmente in forma come un tempo.
É una bella rimpatriata con mille chiacchere e 1000 curiosità.

mercoledì 22 aprile 2015

giorno 10 BOISSERON - LOUPIAN/MEZE

Tenda fradicia ma partenza perfetta. Oggi il panorama non è entusiasmante, ma ho incontrato parecchie piste ciclabili che rendono la vita più facile e meno rischiosa.





           

Ho corso a lungo questa mattina sempre tormentato dal dolore al piede. Adesso comincia a gonfiarsi.
Nel primo pomeriggio sono andato a fare spese perché non avevo più niente da bere e da mangiare. Come la casalinga media di Voghera mi sono gratificato comprando, peccato che adesso il rimorchio è stracarico. In qualche modo dovevo combattere la depressione da calo di efficienza.
A Montpellier ho chiesto indicazioni ad un ragazzo che ha studiato in Italia ed è stato così gentile da accompagnarmi e indicarmi la strada diretta per attraversare la città.
Dopo una serie di paesini sono arrivato in vista del mare. Mi sono fermato alle sette e mezza nei pressi di Meze.
Nel pomeriggio sono riuscito a correre solo un'ora poi mi veniva da piangere anche a camminare.
Dovrei aver fatto una sessantina di km.

martedì 21 aprile 2015

giorno 9 ST HIPPOLITE de MONTAIGU - BOISSERON

La notte è finita troppo presto. Come al solito alzarsi mi costa troppo.
Lascio St Hippolyte e perdo tempo a Uzes che è proprio una cittadina carina.






Dopo non c'è praticamente nulla per una vita, profumo di fiori tutto il giorno.
Faccio sosta ad un supermercato e mi tolgo la voglia do panino con tonno e pomodoro. Poi mangio un melone intero non molto grande, ma la cosa incredibile è che rieso anche a correre con sta zavorra.






Sommieres è la città successiva, poi contavo di fare ancora una dozzina di km ma da tutto il giorno ho un dolore ad uno stinco che mi tormenta. Faccio fatica anche a camminare, così mi arrendo e vado in campeggio anche se sono solo le 5 e mezza.
Almeno ho tempo per fare tutto con calma, mi preparo anche una minestra col fornello.
Oggi misero bottino solo 53km ma viste le condizioni fisiche ci posso stare.

lunedì 20 aprile 2015

giorno 8 TOULETTE - ST. HYPPOLITE DE MONTAIGU

Sveglio alle sei, mi é costato un'ora di luce. Salutata la gentile signora che mi ha ospitato in giardino, sono partito dopo averle mangiato le brioche e bevuto un tazzone di caffé.
Prima un paio di km di ricaldamento per tornare sul mio percorso poi qualche foto a Suze la Rousse e a Bollene un km in piú per cercare la posta e timbrare.




Non contento ancora uno in piú per trovare un brico, avevo le stanghe del rimorchio che ondeggiavano un po cosí ho giocato d'anticipo e migliorato il fissaggio.
Oggi il tempo si butta, ieri alla stessa ora avevo giá in canna 46 km, oggi sono solo a 16. Le soste e i pasti sono quelli che soffrono di piú a questo punto. Pause lampo giusto per bere e pasti veloci in piedi.
I paese successivo é Pont St Esprit che ha una cattedrale gotica in rovina e una lunga via soprelevata su arcate.



Oggi le vigne mi escono dagli occhi con il loro terreno secco e pieno di sassi, le piante di vite nere e contorte con 3 foglioline come gli alberi che i bimbi tristi disegnano allo psicologo.
A Bagnole sur Ceze decido di fermarmi a mettere i piedi nell'acqua, ne ho uno che mi brucia parecchio e temo di vescicarlo, eventualitá da scongiurare. Dopo un pó a piedi nudi al punto di carico d'acqua dei camper mi incammino per fermarmi subito al super per assicuarmi la cena.
Proseguendo le vigne cedono il posto a prati e alberi ma una salita eterna e molto ripida mi ridimensiona a normale pedone.
Questo pomeriggio mi é venuta una voglia pazzesca di panino tonno e pomodoro, ci ho pensato tutto il tempo tra le case provenzali con le imposte lilla e i glicini fioriti. Mi sa che so giá cosa mangeró domani.



Anche la salita finisce e si prende una piccola strada di campagna, con i platani su ciglio, che é un incanto. Il traffico é minimo tutti prati e boschi e si sentono cantare gli uccellini...viene proprio voglia di correre! Certo con 30 chili di carrello non é il massimo ma ci si abitua a tutto e si riesce anche a sorridere. Questa sera ad Uzes non ce la faccio ad arrivare. Senza rendermene conto ho da un po sostituito l'obbiettivo della distanza con l'ora della sosta serale...é molto piú importante, se non hotempo per mangiare lavarmi telefonare e bloggheggiare finisco per dormire troppo tardi e non riposare a sufficienza.
Quindi arrivato a St Hippolyte de Montaigu a 7 k da Uzes mi fermo. Sono le sei e mezza e straordinariamente trovo il municipio aperto, ovviamente di campeggi nemmeno l'ombra ma mi permettono di piazzarmi in un'area con accanto un bagno che aprono apposta per me (qui la fanno solo gli ospiti mi viene da pensare, i locali nel ruscello accanto).
Sistemato tutto mi butto in tenda in un gracidante coro di ranocchie.
Oggi 60 km ma almeno 4 sono deviazioni.
Ciao a domani.
Notte da dimenticare, mi sono svegliato alle 2 e ho contato le pecore fino alle 4 e mezza.

domenica 19 aprile 2015

giorno 7 ROSANS - TOULETTE

Questa mattina é stata dura alzarsi, stranamente mi ricordo il sogno, i vestiti lavati non sono asciugati: oggi pantaloni corti.
Ormai ho automatizzato le operazioni e mi ricordo dove va ogni cosa. Piegati materasso e sacco faccio colazione: latte e nesquick, banana, mandorle, pinole, pane e parmigiano. Ho molto bisogno di calorie. Riesco a partire in orario, sono duro come un palo, come al solito, ma presto mi rendo conto di essere in stato di grazia, vado fluido senza sentire la fatica. Mi fermo un attimo a mettere il poncho e proseguo inarrestabile. Per dirla come Tom Flanagan nella "Grande sfida" mi sento come un tubo in cui l'aria scorre senza fruscii.



Il tempo é infame e sono bagnato fino al midollo ma il panorama é selvaggio e mozzafiato, una gola continua con un torrente verde che la scava. La macchia copre le piccole parti non rocciose fiori profumati e aroma di conifere, sembra di essere in Sardegna o nel sud del Libano.



Mi fermo a Sahune dopo 31 km dove faccio colazione con due paste e una cioccolata, compro del latte e riparto bagnato e gelato. Tiro fino a Nyons con una sola bevuta in mezzo.






Paese caratteristico con un vecchio ponte ad arco e guglie molto particolari ma non sono in condizioni di visitare. Intirizzito mi butto in una brasserie a mangiare il piatto del giorno bistecca al pepe patata e quiche con funghi. Buono.
Mentre mangio si scatena il diluvio universale e non accenna a smettere, dopo 2 ore piove ancora a dirotto. Sto battendo i denti dal freddo per i vestiti bagnati e non ho il coraggio di uscire e proseguire, per la prima volta in una settimana sono sfiduciato.
Mi faccio coraggio appena rallenta un poco e, tremando come una foglia, esco e mi rimetto a correre. I primi 10 minuti sono un incubo poi inizio a scaldarmi e torna l'ottimismo, sempre sotto l'acqua ovviamente. Siamo ormai nella Provenza delle vigne e degli olivi.



Arrivo a Toulette e trovo tutti i campeggi chiusi, entro dall'unico negozio aperto e la signora gentilissima si sbatte per trovarmi un posto. Alla fine mi sistema nel cortile di sua cognata, peccato che é in campagna a 2 km dal paese. Il marito, che pare Elvis the pelvis con una gran panza, mi accompagna col furgoncino del Brocantage. Sono stati splendidi!
Anche la padrona non é da meno, mi fa installare, mi offre un caffé e del pane che oggi non ho trovato e mi fa asciugare i vestiti pesanti, non ho piú nulla di asciutto...mi manca il sole!!!
Questa mattina avevo vento in poppa e prima delle 12 avevo giá fatto 46 km poi bonaccia, anzi tempaccio e sono riuscito comunque ad arrivare a 64.
Devo confessare che le sensazioni sono esagerate: la gioia, il dolore, il freddo, lo sconforto, la natura, la solitudine, il traffico, ma mi sento proprio bene.



sabato 18 aprile 2015

giorno 6 LA FREISSINEUSE - ROSANS

Notte bagnata e freddo da morire la mattina ma  almeno il cielo è sereno.
Sosta al primo paese per bere un caffè latte caldo e mangiare una brioche,  la signora della pasticceria è curiosa.
Comincia ad apparire il sole sulla montagna di fronte.




Pian piano il sole mi raggiunge e sto meglio.  Dopo la salita iniziale procedo in lieve discesa.
Ci sono prati e cavalli con sfondo di monti innevati, alberi fioriti ovunque e quando non passano auto si sente anche il profumo.





Mi addentro in un canyon che mi porta a Serres un ambiente molto suggestivo.
Qui vado a comperare frutta e il fruttivendolo mi offre delle banane dicendo che mi sponsorizza.



Lascio il paese e in periferia apro la tenda ad asciugare che pesa 5 kg kn più.  Nel mentre pranzo, trangugio 3 banane del mio sponsor.
Sto mangiando ogni un paio d'ore e mi accorgo che mi fa l'effetto della benzina nel motore, mangio e parto  subito senza nemmeno la necessità di aspettare un po'.
Dettaglio tecnico/alimentare: da quando ho iniziato l'allenamento non prendo più integratori  e in effetti non paiono servire.
Non ho nemmeno usato farmaci nemmeno antidolorifici o analgesici.
Certo quando riparto dopo una sosta sembra debba  reimparare a camminare ed ho scoperto nuove dimensioni del dolore.
La testa sembra preparata bene a resistere. Proseguendo mi fermo a bere e incrocio due cicliste più vecchie di me che sono molto interessate al viaggio, vogliono sapere tutto dal percorso all'organizzazione.
Altra sosta in una fattoria per chiedere acqua fredda e mi offrono anche del pane con formaggio  fresco di capra buonissimo.
Questa sera mi fermo a Rosans sono stufo voglio prendere fiato anche se ho fatto solo 64 km.
Ciao a presto