mercoledì 2 marzo 2016

Cucina

TURBOFORNELLO A COMBUSTIBILE NATURALE

Il settore alimentazione affida la cottura dei pasti alla Biotite camp stove, peso 1200 gr con meta d'innesco, detto tra noi una stufa a legna, che attraverso l'espediente di un ventilatore scalda come una forgia con una manata di legnetti e produce corrente che eroga attraverso una presa usb, permettendo di ricaricare il telefono.
Già utilizzata nel cammino sulla via Francese dello scorso anno si è dimostrata estremamente comoda ed efficace, lavora senza problemi anche col vento e scalda con una rapidità sorprendente la pentola d'acqua.
La batteria da cucina è la gamella Quechua di Decathlon in alluminio peso 175 gr, anche questa si è dimostrata valida cuocendo buste liofilizzate di riso, pasta e minestre.



Quando si parla di cibo il peloso è sempre presente in paziente attesa





Peso del reparto cucina 1,375 kg ...il peso sale, ne andrà a soffrire il settore abbigliamento che sarà molto striminzito.
E'in produzione anche la "stovepack" che sarà posizionata tra la ruota anteriore e il carro, sul tubo del telaio.

martedì 1 marzo 2016

Borsa telaio superiore

PRONTA ANCHE LA FUEL PACK

Il nome le viene dalla posizione sulla bici che ricorda il serbatoio della moto.
Rispetto alle borsette più diffuse ho tratto spunto da prodotti americani che ho visto in foto sul web, vista la durata del mio viaggio era interessante guadagnare qualche litro di capienza rimanendo nel profilo del telaio.
Onestamente pensavo fosse la più semplice da realizzare, ma mi ha sorpreso, complicandomi l'esistenza nelle cuciture dei profili sinuosi e nell'irrigidimento dei fianchi per non farla afflosciare.
Realizzata pure questa con la collaborazione di Leo, aiutante col "pelo" e testata .....








Vista così dice poco, sembra il fodero per un fucile mitragliatore con linee ultramoderne, ma in posizione appare così, regalando altri 4,5 l di volume al bagaglio.




Non è ancora stata testata in movimento, dato che per l'ultima uscita che prevedeva 140 km ho preferito tenermi leggero, non che voglia risparmiare la fatica, ma gli allenamenti prevedono spostamenti anche lunghi a velocità più sostenute, nel viaggio la giornata sarà più lunga, consentendomi delle pause e il dovuto relax alle "chiappe".

I due laghi

UNA GIORNATA D'ALLENAMENTO

VISIBILE ANCHENSU PAGINA FB ilsimoningiro

Finalmente questa mattina il cielo è sgombro dalle nubi e l'acqua sulle strade si è asciugata.



Parto alle nove meno un quarto con un fastidioso vento che scende dai monti, ma visto il panorama è presto dimenticato, i tre giorni di pioggia hanno regalato uno splendido mantello bianco alle Alpi, intorno a me una vista che va dal Monviso al Resegone, ed in mezzo il Monte Rosa.


Con un po' di fatica arrivo a Gozzano, la finestra che apre la vista sul lago d'Orta, i colori sono splendidi, col vento non c'è un filo d'umidità nell'aria, l'acqua e il cielo hanno tonalità molto intense e arrivato a Orta non riesco a resistere, scendo in paese, sapendo che risalire sarà un'agonia, ma ne vale la pena.










Non contento risalgo per l'acciottolata che s'inerpica dritta come una spada verso la chiesa e raggiungo la strada piana e asfaltata con la lingua felpata.
Omega, Granellosa contratti così ventosi da avanzare con fatica anche in discesa, ma arrivato alle pendici  del Mont'Orfano arriva il sollievo, il vento è di lato. Solo pochi minuti e inizia la goduria, si va a vela, adesso viaggio col vento in poppa e la velocità è quella di uno scooter. Leggo le imprecazioni nello sguardo dei ciclisti che viaggiano nell'altro senso, e un pochino me la godo, ho remato per la metà del viaggio,

è il mio turno di prendere fiato, mentre mi scorre accanto la distesa blu del lago Maggiore.
Sosta alimentare a Baveno, in un pacchetto sul lungo lago dove c'è una fontanella e ...Nessie!



  

Rimango poco e dopo un paio di foto continuo verso Stresa, foto all'isola dei Pescatori e all'isola Bella, le perle Borromee.



Ora è tutto ritorno, i paesini sul lago sono splendidi e un po' per il panorama, un po per l'aiuto  del vento non ti accorgi nemmeno di pedalare.
Arona e il lago è finito, adesso è un po' noioso, ma aggancio un collega con bici da corsa e mi metto in scia per una decina di km, finché non imbocca una strada differente e rimango solo fino a casa.
Che giornata, 140 km  di puro splendore.


lunedì 29 febbraio 2016

Materiale per il campo

ATTREZZATURA DA CAMPEGGIO


Il materiale da campeggio che porterò con me nel rotolo da manubrio è composto da tenda, materassino e sacco a pelo.
Il pezzo più ingombrante è il sacco a pelo North Face che offre temperatura confort  0°C e pesa 1250 grammi, poi la tenda Lightent 1 Ferrino 1600 gr e infine materassino Camp compact mat light da 600 gr.
La tenda è collaudata, mi ha seguito  nel deserto in moto e nella corsa a piedi, ho solo aggiunto picchetti alluminio con profilo a croce della Karrimore più robusti,


 anche il sacco mi ha imbustato nel deserto a temperature da ghiaccio e nel viaggio a piedi a Santiago dello scorso anno, solo il materasso è una new enrty, anche se ne ho già avuto uno simile anni fa.
Purtroppo se monti la tenda dove c'è qualche rovo finisci col bucare e quasi ogni anno ne serve uno nuovo.
Nella tasca frontale del rotolo non sono ancora sicuro, forse metto il poncho antipioggia, che dall'esperienza precedente a piedi, si è dimostrato necessario.



3,5 kg per il campo, post dopo post facciamo il calcolo del peso bagaglio.

domenica 28 febbraio 2016

Allenamento febbraio

COS'HO FATTO QUESTO MESE?

Con l'aiuto di Strava tengo il conto dell'attività giorno per giorno. Il running si è azzerato e si è trasformato in solo cycling, del resto è quel che mi serve in questo momento.
Chiuso il mese di febbraio, purtroppo con tre giorni di stop per la pioggia, mi rimane solo marzo per lavorare alla preparazione.
Questo mese ho cercato di fare un'uscita alla settimana oltre i 100 km e due sui 70, con la bici più o meno scarica.
La ricreazione è finita, a marzo vorrei aumentare a due le uscite settimanali oltre i 100 km e cominciare ad aggiungere peso alle borse. L'allenamento sarà discreto ma ho imparato molto dall'esperienza dello scorso anno, correre 2500 a piedi in 4 mesi e mezzo mi hanno sicuramente predisposto per la tendinite che mi ha afflitto dopo 10 giorni di viaggio, cosa che voglio evitare questa volta.


Non avendo esperienza di ciclismo e non dovendo affrontare una corsa è piuttosto difficile preparare un allenamento, quindi vado un po' a naso seguendo le sensazioni.

Borsa sotto sella

COSTRUZIONE E TEST BORSA SOTTO SELLA

Questa volta è stato più complicato della borsa da telaio. Copiare forme e misure a naso inventandosi una scala dalle foto sul web è piuttosto laborioso. Il fatto di lavorare al rovescio costringe a tanta attenzione nella sequenza delle operazioni e nel posizionamento delle parti. Sono soddisfatto del risultato, non è un capolavoro ma comunque accettabile come prototipo.





Così dice poco, installata rende un po' di più





Il test è stato di 70 km d'asfalto con una parte di sterrato e la borsa ha funzionato a dovere, è capiente, non dondola e non sfrega sulle gambe pedalando...promossa!


lunedì 8 febbraio 2016

Borse bikepacking fai da te

COSTRUZIONE E TEST BORSA DA TELAIO

Dopo un numero imprecisate di ore di lavoro tra modelli, cerniere, rete, tessuti ecco finita la mia prima borsa da viaggio per la bici.



Per essere la prima esperienza devo dire che mi pare accettabile dal punto di vista estetico.
Dal punto di vista pratico, invece, nel test su strada effettuato oggi si è dimostrata eccellente, non si muove per niente e la quantità di tasche e divisori si sono dimostrati utili e funzionali, anche se hanno allungato enormemente il tempo di realizzazione.



Nella prossima puntata realizzerò la borsa sotto sella.
Intanto l'allenamento per la west coast europea in primavera prosegue senza intoppi.

mercoledì 3 febbraio 2016

PROGETTO 2016

IN BICI A SANTIAGO VIA SIVIGLIA E RITORNO

Quest'anno ho appeso le scarpe al chiodo e invece di correre ho cominciato a pedalare.
La passione per le grandi distanze non mi abbandona, mi piace lo sport di fondo, il turismo, la vita all'aria aperta e, se  è ancora possibile, l'avventura, ma non quella che ti fa rischiare follemente la vita, quella dei contrattempi, delle piccole lotte e delle grandi fatiche che te la fanno assaporare e amare di più.
Bando alle ciance ecco lo schema del giro che farò in primavera.


Ancora una volta si tratta di una "gita" che non so se riuscirò a portare a termine, sono più di 5000 km che non conto di coprire in sei mesi, la prima parte su asfalto fino a Siviglia, poi il Cammino di Santiago sulla via della Plata fino a Finisterre, Muxia e forse La Coruna su sterrato e sentieri, di nuovo Santiago, il cammino Francese al rovescio fino a St. Jean Pied de Porte sterrato e ritorno su asfalto, forse dalla Liguria invece del colle del Monginevro.

Mica male per un debuttante della bici, vediamo ora le modalità con cui mi propongo di portare a termine la pedalata.
Viaggerò con una mountain bike, che può viaggiare su tutte le tipologie di vie che troverò, l'assetto non sarà quello cicloturistico con borse ai lati delle ruote e borsa sul portapacchi, ma una versione leggera chiamata backpacking che riduce al minimo il peso e quindi anche il volume delle borse.

Come per il viaggio dello scorso anno mi propongo di viaggiare in autosufficienza, quindi, avendo il necessario per campeggiare, ne soffrirà molto il guardaroba che sarà ridotto all'osso.
I miei miseri averi di pellegrino ciclista saranno divisi tra il rotolo montato sul manubrio, la borsa sotto sella, la borsa infilata nel triangolo del telaio e una borsa montata sopra la "canna" del telaio che gli americani chiamano fuelpack per la similitudine col serbatoio della motocicletta.

Questo è l'aspetto che avrà il "ciclocarro" in assetto di marcia, mi auguro di riuscire a convincerlo a salire fino ai 1900 m del Monginevro, poi non si può dire che sarà tutta discesa, ma almeno l'autostima avrà ricevuto una corposa iniezione.

Per ora è allenamento senza pietà, su asfalto, percorso misto, sentieri con la bici leggera, dal mese prossimo aumenterò il carico, in modo che le gambe non pensino mai di essere in vacanza.

mercoledì 13 gennaio 2016

Test di bikepacking al lago d'Orta

Prova di uscita lunga in configurazione bikepacking

Oggi per la prima volta ho provato le borse da turismo "leggero", non altrettanto si può dire dell'uscita che è stata piuttosto pesante per il mio stato di forma.
Da un po' pensavo al giro del lago d'Orta ed ecco l'occasione.
Perdo una mezz'ora per fissare borsa sottosella, borsa da manubrio, borsa da telaio ed altri piccoli ammennicoli, li riempio un po', senza esagerare, e parto in una mattina dal cielo azzurro e la temperatura non certo invernale.
Strada statale fino a Borgomanero e a Gozzano prendo il sentiero che fa il periplo del lago in continui saliscendi.


Un po' nel bosco, un po' allo scoperto, a tratti strada sterrata ed a tratti sentiero a arrivo a Pella.




Con l'isola di S. Giulio che mi osserva dal centro del lago arrivo in zona Ronco di sotto dove evidentemente perdo il tracciato e seguo un sentiero che finisce per trasformarsi in una piccola traccia su un pendio scosceso nel bosco. Non mi va di tornare e proseguo trascinando la bici su pendenze impossibili, attraversando zone di pietrosi e saltando un sacco di alberi abbattuti.
Dopo una fatica immensa incrocio una strada forestale e la seguo fino a Ronco di sopra dove riprendo il normale percorso e in discesa mi porta a Cesara, Nonio e Omegna.
Ora costeggio il lago sul versante orientale, Orta e di nuovo Gozzano. Non mi resta che ripercorrere il noioso tratto di pianura fino a casa.
Esperienza positiva, con le borse si viaggia senza problemi e per la prima volta ho percorso più di cento km.