giovedì 26 novembre 2015

MAROCCO giorno 2 Genova - Barcellona

23/10 GIORNO 2                                       GENOVA – BARCELLONA
La notte è stata molto vivace, non c’è uno che non russi in cabina.
La nave è puntuale, ale 7 siamo in porto a Barcellona, tra le gru si intravedono i monumenti, da palazzo di cristallo a forma di vela alle guglie della Sagrada Famiglia.









Finite le operazioni carco e scarico si naviga in un mare tranquillo riscaldati dal sole, con la costa che scorre a dritta.
Nel pomeriggio ho conosciuto Emanuele, un ragazzo di Pisa che ha lasciato l’Italia con la sua ragazza ed insieme ad una coppia di amici hanno aperto un piccolo Riad (albergo tipico) nella medina di Marrakech, dice che si trovano bene, ormai sono più di due anni.
Bighellono tra i ponti cercando di far passare il tempo, 48 ore sono tante anche se sei in compagnia, per fortuna c’è la lettura.
Al ponte  6 c’è un piano bar, questa volta ci sono un ragazzo e una signora attempata che fanno spettacolo, strano, è la prima volta, lui canta e suona, mentre lei canta soltanto. Fanno uno spettacolo il pomeriggio ed uno la sera.
Pomeriggio di pianificazioni, i due ragazzi veneti hanno grandi progetti ma poco tempo e Alessandro, che conosce abbastanza bene il paese dai viaggi precedenti, li aiuta a stendere un percorso fattibile e interessante.
Alessandro e Sigg sono soli ma scoprono di avere parte del percorso in comune, quindi si associano per scendere verso Midelt, Imilchil, Todra, Erfoud M’amid insieme ed io, che conto di fare un giro solo nel Rif, mi associo a loro per i primi 2 giorni.
Dopo cena passo un po’ di tempo con Giorgio, un vigile del fuoco in pensione appassionatissimo di ciclismo, che mi racconta un sacco di aneddoti sul suo lavoro e del pellegrinaggio a Santiago in bici con la figlia. Sono in difficoltà perché pensavano di arrivare a Tangeri e non 50 km ad Est, hanno le bici e sperano di riuscire a trasportare tutto al porto cittadino senza far saltare il calendario del viaggio.
Intanto mi sento un po’ scombussolato, mi rendo conto che il mare è mosso e mi sono scordato di indossare i polsini che sfruttano i punti di acupressione radiale, ma è una cosa sopportabile anche se mi toglie l’appetito.
Questa sera a letto presto, il secondo giorno di nave pesa!

sabato 24 ottobre 2015

MAROCCO giorno 1 Novara - Genova

22/10/15 g1 Novara-Genova
Colazione abbondante, saluti a tutta la famiglia e partenza alle 8. La moto è carica da ieri sera, indossare stivali, tutti gli strati di vestiti e partire con le mani imbustate nelle moffole usa e getta richiede un po’ di tempo. All’inizio la tmperatura non è male, ma dopo una ventina di km il cielo azzurro scompare, insieme al panorama, sotto una coltre di nebbia.
Ultimo dettaglio percepito è uno stormo di ibis sacri che razzola nelle risaie poco distante da Mortara, lo prendo come un buon auspicio. Intanto, però, l’umidità mi complica la vita costringendomi a detergere gli occhiali dall’umidità ogni 2 minuti ed il freddo si fa intenso, le mani gelano nonostante i due guanti e la busta do nylon foderata di carta.
Finalmente sono a Tortona ed entro in autostrada, salendo sulle colline e poi nella valle na nevvia sparisce e la temperatura torna a un livello accettabile.
Le curve della Serravalle sono una scommessa con le ruote artigliate e il carico tutto in alto, sto imbalsamato negli strati di vestiti, costretto contro il manubrio dai bagagli con lo zaino che appoggia storto e mi tira da un lato...non vedo l’ora che finisca!
Sono a Genova e la prossima impresa è trovare il biglietto e pagare il pedaggio.
Alle 10 e 20 sono al porto tra una marea di furgoni carichi all’inverosimile, poche le auto e ancor meno le moto.
Salgo a vidimare il biglietto della nave e fare il controllo di polizia passando a fatica tra i mezzi impilati fitti fitti.
Prima cappella del viaggio, ho scordato gli occhiali da letttura sul bagaglio della moto, fortunatamente al ritorno sono ancora lì.
In attesa dell’imbarco chiacchero con un vicino di parcheggio colombiano.
Questa volta non riesco ad imbarcarmi tra i primi, ponte D, lascio la moto con due italiani e un tedesco, proviamo a farci dare una cabina insieme, ma tutto è già assegnato, per evitare complicazioni abbandoniamo l’idea. Prendo la chiave magnetica, doccia e pranzo al sacco sul ponte della piscina.









Passo un po’ di tempo chiaccherando con i due amici Cristian di Verona con ktm 950 e Nicola di Vicenza con bmw gs adv 1200, poi ci raggiunge Sigfrid di Monaco bmw r800gs, intanto la nave salpa quasi in orario.
Il lento fluire del tempo ti fa osservare e conoscere le persone intorno, padre e figlia di Pavia vanno a Siviglia via Tangeri Gibilterra per iniziare il cammino di Santiago Mozarabo e della Plata in bici.
Cena solitaria e ritrovo con i motociclisti, a cui si aggiunge anche Alessandro di Chiavari con bmw r100gs, riusciamo a fare le 23 e poi tuffo in cabina.

Oggi 145km             tot. 145km

martedì 20 ottobre 2015

DOPODOMANI

QUASI TUTTO A POSTO

La frenesia che precede sempre la partenza è arrivata, l'ansia che ti fa andare su e giù come un leone in gabbia, non importa quanti anni sono che viaggi e se hai fatto cose più impegnative...è la febbre da partenza.


Controlli e ricontrolli tutti gli elenchi di cose da fare, di cose da prendere, quelle da preparare, modificare, installare ma tanto, è sicuro, qualcosa manca sempre!
I vestiti, sempre meno; i ferri da manutenzione, stivati ovunque; la farmacia, sempre più risicata; i documenti, sempre quelli,; il gps, i punti , le tracce, le rotte, il solito casino; le cartine (non per  fumare anche se in Marocco l'hashish abbonda); roba calda per le montagne dove la mattina tenda e moto sono coperte di brina,  roba leggera per il caldo asfissiante delle dune a mezzogiorno.
Qualche battaglia si, ma la guerra non si vince mai, i momenti scomodi ci sono sempre, ma...
è per questo che ci andiamo, ci piace lottare!

Con Frank, il meccanico, endurista inossidabile, ma soprattutto amico, che ha fatto la parte del guru nella messa a punto della moto. L'ho fatto tornare giovane, come quando preparava le Yam per il Rally dei Faraoni. Bisogna dire che il tocco e l'occhio da specialista gli sono rimasti incollati, e poi ha sempre la piccola invenzione che risolve.


Un pacchetto di ferri nel paramotore, smontacopertoni e chiave sul forcellone, una camera d'aria nella carena, il pieno di benzina, qualche adesivo e adesso il mezzo è pronto...
...quasi pronto, manca ancora l'adesivo della factory, anzi, atelier:


Domattina adesivaggio e prove tecniche di carico.
Roarrrr


venerdì 16 ottobre 2015

MENO DI UNA SETTIMANA !!!!!!!!

LA PARTENZA E' PROSSIMA

Finiti i lavori alla moto, anche il ritocco alla vernice scrostata della carena è terminato, resta solo da preparare la trousse dei ferri che speriamo non serva.


Ho messo in fila tenda, materassino, sacco a pelo ed altri mille rotolini che saranno nella borsa sul parafango posteriore.


In casa ci sono magliette , calze e mutande stese e pronte per essere imbustate, gps e batterie, macchina fotografica e batterie, documenti, biglietti nave, guanti, protezioni, giacca, pantaloni, zaino, camel back, posate, e 1000 altre stronzate che sono, comunque, il minimo indispensabile selezionato e scremato dall'esperienza di tanti altri viaggi, ogni volta con qualche orpello in meno.



Dopo il collaudo sono sparite immediatamente la targa, le frecce e con grande senso di responsabilità ho lasciato gli specchi (tanto si ripiegano), ho caricato la carta del Marocco nel road book (che non mi serve a nulla ma fa coreografia e riempie il buco nel cupolino), ancora non ho installato il gps ma tanto il supporto è il solito quindi non ci saranno sorprese. Ho scaricato un po' di cartine al confine con l'Algeria, quelle del Sahara Occidentale c'erano dallo scorso anno, e caricato una parte dei way points di quest'anno.


Batteria nuova e regolatore di tensione anche dovrebbero farmi stare meglio, spero di avviare qualche volta in più col bottone, l'anno scorso è stata un'agonia, ho pedalato più di un ciclista!!
Al prossimo post ci sarà un po' di riassunto di quello che sarà il percorso 2015

sabato 5 settembre 2015

Una nuova uscita in vista

IL RICHIAMO DELLA MOTOCICLETTA E' IRRESISTIBILE

Il blog, nato per narrare le vicende di un pellegrino sul Cammino di Santiago e poi allargato ad altre mete e soggetti per necessità di impratichirmi nell'attività di blogger, prende di nuovo vita per raccontare la prossima escursione off-road in moto, diventando, d fatto, il mio diario elettronico di viaggio.
Anche quest'anno ci sarà il viaggio autunnale in terra africana con gli amici francesi.
Generalmente ci si sente poco durante l'anno, ma si comincia a fremere alla fine di agosto e a settembre cominciano a volare mail di programma, di meta, date, appello dei partecipanti e via discorrendo.
Quest'anno siamo più ansiosi, il 31 agosto ho trovato una mail di Bernard e Michelle che mi forniscono le date del traghetto per i Marocco, il Sahara Occidentale (ex Sahara Spagnolo, la parte meridionale del Marocco che arriva alla Mauritania) anche quest'anno sarà la meta.  
Rimpiango terribilmente le gigantesche dune libiche ed algerine, ma la situazione politica si è fatta complicata e, per ora, la costa occidentale offre stabilità e tranquillità.
Traghetto da Sete il 27 ottobre e da Tangeri il 19 novembre. 
Ovviamente ci sarò anche quest'anno, il viaggio in nave me lo farò solo perché 550 km fino a Sete su una moto da enduro con un carico instabile di bagagli è troppo anche per me e, venalmente, è più economico da Genova.


Due giorni sul traghetto sono un po' barbosi ma questo stimola molto la socializzazione e quasi tutti sono contenti di chiacchierare con nuove conoscenze, chi di piste e fuoristrada, chi di paesi ed usanze sconosciute, chi delle proprie esperienze, chi indaga per arricchire il proprio bagaglio, ansie, paure, gioia, aspettative....un po' come accade sul Cammino di Santiago. Tutti attraversatoti dell'Africa o Indigeni che tornano a casa in vacanza.
Come sempre sarò in una cabina 4 cuccette con tre marocchini, sempre un po' timidi e gentili e per due giorni ci racconteremo delle nostre esperienze nelle reciproche terre di adozione e sembrerà irreale che ci siano personaggi arroganti e cattivi come gli estremisti dell'isis  (scritto minuscolo apposta).
Ho già portato la moto da Frank, il mio amico e meccanico, per qualche ritocco. La lunga corsa sulla spiaggia atlantica dello scorso anno mi ha intaccato un po' di cose con la salsedine, e poi quest'anno metto la moto in "abito lungo", carenata come una moto della Dakar.  Sarà più appariscente del solito, anche se il cuore è sempre quello, una vecchia Yamaha WR 450 F col telaio in acciaio e un grande serbatoio d'alluminio.
Da così:

a così:


e sognamo così:


Vi tengo aggiornati, ciao

venerdì 24 luglio 2015

FUGA DAL CALORE 2

VAL SESIA - CARCOFORO

Lunedì nuova escursione mattutina, oggi si va al colle delTermo (http://www.caivarallo.it/valsesia/sentieri-valsesia/sentieri-valsesia-dettaglio.php?sentiero=123)
ancora una volta alle otto mi avvio col solito zainetto.
si rimane a sinistra della salita per il rif Massero, alpe Trasinera, alpe Termo e salendo in una stretta valletta si arriva sotto il pendio che porta al colle. Il paesaggio è maestoso, dà sul Monte Rosa, peccato che il telefono ha fatto i capricci e non mi ha salvato le foto.
Ho fatto troppo in fretta così proseguo ancora verso la cima del Tiglio che domina in alto a destra sulla cresta.
Il sentiero è poco agevole, distrutto da un'enorme gregge di pecore, nell'ultimo tratto.
Rientro di corsa con mela in premio.
Giornata di relax e di riposo, da vero pensionato.

Martedì ultimo giorno ed ultima escursione, parto per raggiungere il colle d'Egua, passo il rifugio Boffalora e all'alpe Egua trovo un bivio per il passo del Laghetto, dove non sono mai stato. Decido al volo di andarci.







La salita è piuttosto accidentata, tra sassoni, lastre e morena fino all'ultimo pendio molto ripido, ci sono una miriade di segnavia che guidano da un sasso all'altro su un sentiero invisibile.
Piccolo riposo in cima, dove la vista sulla valle Anzasca è meravigliosa, e giù, ma subito non è possibile correre, troppo ripido e pericoloso. Nuovamente caccia al tesoro dei segnavia e discesa da un sentiero diverso, alpe Ruse, alpe Giletto, alpe Pianello, questo è difficile da seguire, praticamente cancellato a tratti. Oggi ho vagabondato per quattro ore, ho allungato un po'.
Arrivo poco prima dell'ora di pranzo. Come al solito la Vale è latitante e la Lella dolorante per l'ernia discale che aspetta di essere operata a breve.
Ancora una notte al fresco e domattina si riparte verso le risaie, nel nostro bagno turco che funziona male, non c'è il vapore, ma abbiamo caldo e umido.

giovedì 23 luglio 2015

FUGA DAL CALORE

VAL SESIA - CARCOFORO

La temperatura in pianura è insopportabile e l'umidità alle stelle, ci organizziamo una fuga in camper al fresco di quattro giorni.


L'area di Carcoforo, a 1300m di quota, garantisce il benessere per il fisico e per lo spirito, adagiata sulla sponda del torrente e disseminata di larici. Temperatura gradevole, mormorio dell'acqua, sole non fastidioso e barbecue pronto all'uso.


Venerdì 17 sera arriviamo sotto una pioggia non troppo convinta che smette poco dopo, l'area è piuttosto affollata, come prevedibile, ma un bel posto ce lo ritagliamo comunque.

Sabato lascio Lella e Vale spalmate nel letto e mi avvio verso il colle della Bottiggia (http://www.caivarallo.it/valsesia/sentieri-valsesia/sentieri-valsesia-dettaglio.php?sentiero=312), per la mia solita uscita di qualche ora con ritorno prima di pranzo. Ho dormito un po' troppo, alle otto il sole è già ponto ad arrostirti sul primo strappo ripido verso il rifugio Massero.
Viaggio leggero, camel back con un po' d'acqua, una giacca e una mela sarà il mio equipaggiamento standard, e piuttosto veloce.

Dopo il grande gradino che conduce al rifugio il terreno è costituito da enormi lastre di roccia lisciate dallo scorrimento dei ghiacciai e coperto do di prati rigati qua e là da ruscelli cristallini.

Si sale fino ad una morena che forma un invaso, ma quest'anno non c'è il laghetto, in compenso nel canaloni che sale al passo non è ancora completamente sciolto il nevaio.
Qui ho incrociato un branco di una decina di camosci, fa molto caldo per loro e rimangono sempre sulle cime.

Lo strappo del canalino è molto ripido e il piccolo piano del passo è un sollievo.




Due ore sono passate, mi guardo attorno e dopo le foto scendo di corsa, ho incrociato solo due persone che come me correvano.
Al rifugio Massero sfodero la mela che sgranocchio scendendo, un morso ogni tanto.
Pochi incontri e alle 11 sono al camper pronto per la doccia.
Giornata tranquilla di passeggiata e lettura, con immancabile temporale pomeridiano, ecco perché la valle è così verde!


La Vale è sempre in giro con gli amici, da una vita di casa, scuola, conservatorio, libri ed arpa a una selvaggia di natura full immersion.

Domenica non ho il tempo di fare la mia escursione (fortunatamente, ho le gambe dure e doloranti) perché questa mattina arrivano i parenti per una grigliata.
Oggi c'è più gente del previsto e per un attimo temiamo di non riuscire a utilizzare un barbecue di pietra dell'area. La pazienza ci aiuta e quando gli altri hanno finito ereditiamo un fuoco con brace già pronta, piccola aggiunta di carbonella e facciamo la festa a salsicce, costine, salamelle e würstel.
Una bella bottiglia di nebbiolo completa l'opera.
Pranzare sotto la veranda all'aria fresca di montagna è una vera libidine.
Consueto temporale pomeridiano e la giornata si conclude.
...i giorni seguenti nella prossima puntata.